Print Friendly, PDF & Email

Il giorno venerdì 29 settembre 2017 l’Assessore alla Programmazione Sanitaria della Regione Abruzzo, Dott. Silvio Paolucci, ha dedicato l’intera mattinata ad una pregevole riunione tenuta con i Direttori dei 4 DSM regionali e con le Associazioni“Percorsi” (capofila), Altri Orizzonti, CoSMA, 180Amici, DiversUguali, Vittoria Città  dei Ragazzi, Carrozzine Determinate, Codici, ascoltando attentamente le istanze presentate. Il gradito incontro è stato favorito dal Direttore Generale della ASL Pescara Dott. Armando Mancini e coordinato dal Direttore del DSM Pescara, Dott. Sabatino Trotta.

Sottolineiamo inoltre l’impegno profuso dalla Gentile Avvocatessa Alessia Parlatore, responsabile Ufficio “Assistenza sanitaria territoriale ed integrazione sociosanitaria” della Regione Abruzzo, la quale è stata incaricata di emanare provvedimenti relativi alle linee di indirizzo della Legge che istituisce le Borse Lavoro. In questo incontro le Associazioni suddette hanno presentato formalmente all’Assessore Paolucci e all’Avvocatessa Parlatore il seguente Documento Unitario contenente le proposte per le linee di indirizzo della Legge 94/2000.

FINANZIAMENTO ED ENTITA’ DEL FONDO ANNUALE

1 – Le Borse Lavoro siano istituzionalizzate all’interno del bilancio regionale e inserite nella spesa
Una riunione nella sede regionale di “Percorsi”  corrente del bilancio della ASL e nel Budget del DSM, garantendo un capitolo finanziario specifico con dicitura specifica “Fondo-Borse Lavoro” e un rifinanziamento continuo, costante e puntuale che tenga conto anche della rivalutazione economica.
2 – L’entità del Fondo annuale destinato alle Borse Lavoro tenga conto del numero reale dell’utenza psichiatrica e della necessità di aumentare le Borse Lavoro.
In attuazione del Progetto Obiettivo “Tutela Salute Mentale” che prevede di destinare il 5% del Fondo Sanitario Nazionale per le attività dei Dipartimenti di Salute Mentale, dando priorità agli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione dei disturbi mentali gravi, con alto rischio di cronicizzazione e di emarginazione sociale, chiediamo che la Regione vincoli in modo strutturato, attraverso delibere e regolamenti consiliari, una parte considerevole del Fondo alle Borse Lavoro, accreditando le stesse tra le migliori pratiche innovative della Regione Abruzzo. Chiediamo inoltre che nel Fondo da destinare alle Borse Lavoro si preveda un incremento almeno del 30% per l’inserimento dei nuovi utenti. Per il finanziamento delle stesse chiediamo che si tenga conto anche delle economie derivanti dalla riduzione dei Posti Letto di riabilitazione psichiatrica nelle residenzialità (Decreto 10 del 1/3/2016 ed altri collegati).

BORSA LAVORO CHIARIMENTO SEMANTICO E DIVERSIFICAZIONE DEGLI INTERVENTI: La Borsa Lavoro “quale strumento di recupero e reinserimento sociale degli utenti”(L. 94/2000 Art.1, comma 1) è parte integrante del percorso terapeutico-riabilitativo e del progetto di presa in carico del paziente; è anche strumento necessario al mantenimento dello stato di salute psichica e alla prevenzione del rischio di cronicità insito nella patologia psichiatrica, al pari dei farmaci. In questa ottica la borsa lavoro presuppone interventi diversificati a seconda degli obiettivi individuali, dei livelli di funzionamento e di disabilità, delle risorse personali e di recovery. Data la mancanza di Linee Guida
Regionali successive alla L. 94/2000 e vista la disomogeneità sul territorio regionale nella gestione delle Borse Lavoro chiediamo che nelle Linee di Indirizzo si definiscano finalità, obiettivi, responsabilità e fasi del progetto terapeuticoriabilitativo individuale, la valutazione degli esiti, ma soprattutto la continuità e l’evoluzione del percorso intrapreso a garanzia di un autentico Progetto di Vita. Gli utenti in Borsa Lavoro siano seguiti attentamente, accompagnati e rassicurati nella loro prima esperienza di inserimento o reinserimento lavorativo. Poiché si è riscontrata da parte dei Centri di Salute Mentale una certa difficoltà nell’assolvere al meglio tali incombenze, sia nella fase iniziale che in itinere, si propone l’elaborazione di un Protocollo operativo unico a livello regionale nel quale individuare i profili professionali coinvolti e delineare i compiti di ciascuno di essi nel percorso riabilitativo, compresa la frequenza e le modalità delle attività concrete di accompagnamento, sostegno e controllo presso i soggetti convenzionati. Manmano che l’utente migliora il suo percorso socio-lavorativo, ed è ben integrato nel proprio contesto protetto, sarà sempre più portato all’autonomia e responsabilità. Una volta che avrà appreso livelli di competenze lavorative, relazionali e di autonomia adeguati, potrà essere inserito in un ambiente lavorativo dove potrà essere avviato ad una vera e propria assunzione, anche
utilizzandola

Legge 68/99 in particolare l’art. 2 (collocamento mirato) assegnando all’utente un tutor e trovando con il Comune di residenza degli utenti delle forme di incentivazione per le aziende che assumono gli utenti psichiatrici. In ultima analisi, vista l’attuale impossibilità degli utenti psichiatrici di beneficiare dei meccanismi di collocamento mirato di cui alla Legge 68/99, chiediamo che dalla Regione Abruzzo siano formulati provvedimenti legislativi regionali che favoriscano l’assunzione di chi ha espletato il percorso delle Borse Lavoro, prevedendo per gli Enti pubblici e privati  ulteriori sgravi fiscali e incentivi, nonché vincoli ad assumere nell’ambito della quota prevista una percentuale di utenti psichiatrici nel rispetto dell’art. 13 e 14 della citata Legge. Si tenga conto anche della valutazione delle capacità lavorative residue, espressa nella “scheda funzionale” redatta, ai fini del collocamento mirato e dell’iscrizione alla categorie protette presso il Centro per l’Impiego, dalla Commissione Sanitaria dell’ASL territorialmente
competente. Sempre per favorire l’inserimento in ambito lavorativo, chiediamo alla Regione Abruzzo
un impegno volto a facilitare la nascita e il sostegno di Cooperative Sociali, strumenti utili ai fini di una formazione professionale sul campo, di una piena integrazione sociale e dell’avviamento anche all’inserimento del lavoro esterno alla Cooperativa. In ogni caso nessun utente deve uscire dalla Borsa Lavoro se prima non è stata predisposta una valida alternativa che non comporti un regresso del livello raggiunto.

PERCORSI PERSONALIZZATI, RETE INTEGRATA SERVIZI E ATTIVAZIONE GRUPPO LAVORO: L’inclusione lavorativa e sociale è possibile soltanto realizzando dei percorsi personalizzati ed inseriti
in una rete sociale, per cui occorre programmare una valutazione delle abilità, de gli interessi e delle esperienze di ogni singolo utente e accompagnarlo verso una crescita personale e professionale, stabilendo delle tappe di verifica del percorso individuale con l’ausilio e il supporto dei servizi territoriali di Salute Mentale.
L’attuazione di interventi personalizzati richiede l’attivazione di una rete integrata e articolata di servizi che renda realmente possibili le iniziative di pre-formazione e di preinserimento lavorativo con l’eventuale sbocco nell’ inserimento lavorativo vero e proprio, perlopiù part-time o comunque modulato in base alle possibilità dell’utente. In attuazione del Piano Sociale Regionale 2016/18 e nell’ottica
della costruzione di un unico Piano Regionale sociale e sanitario, auspichiamo un cambiamento significativo nell’integrazione fra politiche sociali, sanitarie, del lavoro e dell’inclusione.

L’obiettivo è quello di realizzare una rete di opportunità e di garanzie per l’integrazione lavorativa orientate al Progetto di Vita delle persone, promuovendo rapporti e azioni condivise tra i diversi soggetti istituzionali (Regione, Enti locali, Asl) e tra i soggetti sociali (mondo del lavoro e terzo settore). A tal fine chiediamo la costituzione di nuclei operativi (gruppi di lavoro) presso i CC.SS.MM., coordinati dalla Direzionedei DSM, prevedendo in organico la disponibilità di professionisti in quantità ed efficienza adeguate.
Il nucleo operativo (gruppo di lavoro): sarà costituito da diverse figure professionali (medici, psicologi, tecnici della riabilitazione, assistenti sociali e case manager) con ruoli specifici e da referenti delle Associazioni di familiari; dovrà realizzare la progettazione, il monitoraggio e la valutazione degli interventi riabilitativi: Progetti formativi, Attività riabilitative socio/occupazionali e orientate al recupero delle capacità lavorative, Gestione Borse lavoro, Mediazione al collocamento e Inserimento lavorativo; assumendo l’assetto di Servizio Formazione e Inclusione Socio-lavorativa per persone con disagio psichiatrico, dovrà promuovere e coordinare interventi con Comuni e Servizi di integrazione socio-sanitaria e di Inclusione sociale previsti dai Piani Sociali distrettuali, Enti formativi, Enti pubblici e privati, Uffici per l’impiego, Organizzazioni di categoria (del lavoro, del volontariato, del sindacato), Cooperative sociali e di solidarietà sociale, Associazionismo.

STATO ATTUALE E TUTELA DEGLI UTENTI: Attualmente vi sono diversi utenti psichiatrici inseriti, con rinnovi periodici, presso Associazioni e strutture pubbliche e private, che sono
pienamente integrati e stabilizzati; altri sono in fase di formazione ed inserimento; altri ancora vivono
una situazione di difficoltà relativa alla mansione assegnata e alle capacità richieste.

Presso i CSM e le Associazioni esiste una lista di attesa di utenti che chiedono di essere inseriti in questo percorso virtuoso di reinserimento sociale e occupazionale.

Periodicamente utenti e famiglie, in occasione del mancato rinnovo delle Borse Lavoro, vivono il timore e l’ansia del possibile turnover tra utenti e dell’interruzione di un’attività fondamentale per il benessere dei pazienti e indispensabile per la tranquillità dei famigliari. Ribadiamo che l’eventuale uscita dalla Borsa Lavoro sia possibile solo prevedendo e pianificando l’accesso ad un inserimento lavorativo
per chi ha appreso le competenze necessarie.
Vogliamo che sia assicurata la permanenza e la tutela dell’utente nei casi in cui la Borsa Lavoro si connoti quale inserimento lavorativo protetto. Dato il numero considerevole di pazienti che non hanno avuto l’opportunità di usufruire della Borsa Lavoro e visto il continuo aumento dei casi di disturbi mentali, chiediamo che sia garantito l’accesso a nuovi utenti aventi i requisiti richiesti, prevedendo un
incremento considerevole e progressivo delle Borse Lavoro nel corso degli anni. Si tenga presente inoltre la necessità di tutelare e garantire le giovani generazioni anche nell’ottica di una adeguata prevenzione. Ci risulta che per molti utenti psichiatrici, i quali si rivolgono alle Associazioni per essere tutelati nei loro
— DSM Pescara diritti, non è possibile neppure accedere ad una lista di attesa presso i CSM per essere eventualmente valutati ed inseriti nelle Borse Lavoro.
Fermo restando l’individuazione degli aventi diritto da parte dei medici, nell’ottica di un piano terapeutico individualizzato, chiediamo che si attui presso i CSM una ricognizione dei possibili beneficiari per avere dati in base ai quali programmare gli inter venti e gli investimenti, garantendo ogni anno nuovi percorsi terapeutici-riabilitativi. Si attui anche una analisi dei bisogni presentati dagli
utenti per predisporre progetti di intervento differenziati e articolati investendo in programmi innovativi e/o interventi di prevenzione.

Facebooktwitterpinterestlinkedinmail