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mani-OPGDovevano chiudere il 1° Aprile 2014, ma c’è stata un’altra proroga. Chiuderanno a breve e apriranno nuove strutture, gestite dalle Regioni, che dovranno preoccuparsi di terapia, riabilitazione e reinserimento.
Gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG), dichiarati già illegittimi nel 2003, chiuderanno, e al loro posto saranno istituite strutture residenziali alternative, non più gestite dall’autorità giudiziaria, bensì dalla sanità pubblica regionale. I programmi delle regioni italiane dovranno dimostrare che entro il 31 Marzo 2015 gli OPG saranno effettivamente chiusi, altrimenti scatterà subito il commissariamento per le regioni inadempienti.
L’imminente chiusura è stata accolta con favore da diversi enti e associazioni uniti nel movimento Stop OPG, perché le condizioni degli attuali OPG sono “Un oltraggio alla coscienza civile del nostro Paese, per le condizioni insostenibili di vita”. Negli Ospedali psichiatrici Giudiziari ci sono internati attuali che hanno scontato la pena e sono stati giudicati non socialmente pericolosi, quindi “dimissibili”, tuttavia restano all’interno di queste strutture proroga dopo proroga. A favore di un’immediata chiusura anche diversi esponenti della politica italiana, a cominciare dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha definito gli OPG un “orrore estremo” che “umilia l’Italia rispetto al resto dell’Europa”; ancora Ignazio Marino che ha presieduto la Commissione d’inchiesta parlamentare sull’efficacia e l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale, che ha rivelato all’Italia le condizioni di queste strutture.
Il SAPPE richiama inoltre l’attenzione sul fatto che i disturbi psichici vadano affrontati anche all’interno delle carceri “normali”, poiché il 40% dei detenuti soffre di ansia, depressione, disturbi psicotici e disturbo bipolare. Nelle sovraffollate strutture carcerarie tradizionali, la presenza dell’assistenza psicologica è carente, come segnalato dall’Ordine degli Psicologi già dal 2007.

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