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TERAPYNei mesi di maggio e giugno 2014 siamo an-dati in scena presso il Piccolo Teatro Guascone della Compagnia dei Guasconi di Pescara con la commedia “El cabaret galactico”, frutto del laboratorio di Teatroterapia avviato a dicembre 2013, rientrante nel progetto Andiamo Avanti e condotto dalla dott.ssa Raffaella.
Oltre a me, Domenico, c’erano Orazio e Andrea, che lavoravano con la musica e le luci oltre a recitare una piccola parte, e poi Lucio, Filippo, Silvia, Antonio, Pasquale, Sofia e Raffaella.
Le prove cominciarono a dicembre e per me non fu molto semplice. Infatti all’inizio ero indeciso, dubbioso per un errato modo di respirazione, eseguita con la bocca e non con il naso, cosa che mi dava mancanza d’aria e affanno durante le prove. Per questo all’inizio fare teatro non mi piaceva e non volevo farlo, così come il training che coinvolgeva noi ragazzi, con gesti, tono, respirazione, movimento, aiutandoci e osservandoci a vicenda. Quindi respirando male mi sentivo a disagio. Raffaella mi spronava a continuare perchè le difficoltà di respirazione erano frutto delle prove, che avrei superato e che durante la recitazione il diaframma l’avrei messo in evidenza con il tono della voce alto. Nonostante le difficoltà del principio, con le nuove cose che Raffaella ci insegnava, i toni della voce da regolare, il training di movimenti da fare insieme, le parti da imparare a memoria (per tutti difficile), tutto il resto delle scene fatto di luci e musiche, le prove sono cominciate a piacermi ed ho rinunciato anche alla palestra del venerdì per il teatro. La storia trattava di un ragazzo depresso che aveva pregiudizio, si isolava; poi con i tentativi fatti dalla moglie e dai nuovi amici facenti parte di un circo, ha partecipato anch’egli allo spettacolo circense ed è guarito. L’emozione della sceneggiatura inizialmente non mi coinvolgeva molto; stare con il pubblico non mi rendeva sensibile. Poi ho cambiato atteggiamento, tonalità, movimenti e la cosa è andata sempre meglio grazie all’aiuto di Raffaella e Orazio.

Nei tre giorni di spettacolo in me c’era solo gioia, felicità e gioco che testimoniavo al pubblico, oltre 90 persone. La mia parte l’ho fatta tanto bene e gli spettatori sono rimasti molto contenti. Per quanto è stato bello lo rifarei, perché con le mie emozioni sono piaciuto moltissimo anche a persone estranee che non mi coinvolgevano. Infatti ero tranquillo, gioioso, bravo nel recitare la mia parte tanto che sembravo un buon e vero attore. Mia sorella, il presidente di “Percorsi” Eugenio, lo psicologo Fabio e gli amici di Raffaella sono rimasti soddisfatti. Il mio tono della voce, la mia gioia, le emozioni che esprimevo, la grinta, tranquillità, il sorriso e coraggio sono piaciuti moltissimo a tutti, tanto che per me è divenuto un gioco semplice, soprattutto nella terza replica del 2 giugno 2014.
D’D’A.

 

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