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Teatro_asl_PescaraContinua la partnership con la Compagnia dei Guasconi di Pescara nell’implementazione del progetto riabilitativo “Attività di Laboratorio Teatrale”, promosso e finanziato dal Dipartimento di Salute Mentale della ASL Pescara.

Un progetto che ha evidenziato notevoli progressi dal punto di vista psicosociale nelle persone coinvolte, 8-10 ogni anno, oltre che aver fatto registrare sempre il tutto esaurito nelle varie repliche degli spettacoli teatrali organizzati negli anni e andati in scena presso il Piccolo Teatro Guascone di Pescara: “El cabaret galactico” (2014); “Pensaci bene. Non avere fretta” (2016); “La favola mia” (2019); “Chi è Godot?” (2020).

Quest’anno, a causa della pandemia da Covid-19, non è stato possibile organizzare la consueta pièce, pertanto il binomio “Percorsi”-Guasconi si è adattato al drammatico ostacolo realizzando, per la prima volta nella storia di entrambe le realtà, un cortometraggio visibile su tutti i canali social dell’Associazione: “Mi faccio vivo io. Io vivo” (2021).

Un corto per raccontarsi e raccontare la vita, spogliata delle sue certezze da una subdola pandemia, che affronta, attraverso una narrazione metaforica e originale, il tema della protezione psicologica della persona, alla ricerca di dispositivi di protezione non più solo fisici, ma diversi e altri…i famosi DDPT, Dispositivi di Protezione Teatrale.

Il teatro è simbolo e luogo di compartecipazione vivente degli esseri umani e ha permesso di elaborare vissuti, memorie, esperienze di vita in immagini e soprattutto di mantenere viva la relazione umana.

Il cortometraggio è il prodotto finale, videoripreso nel tempo e montato, di un lavoro sulla recitazione portato avanti con entusiasmo e tenacia dai protagonisti.

Questo tempo sospeso non ci ha fermati. Gli “Attori” continuano a sentirsi vivi, ogni giorno.

Tra questi c’è Domenico, sempre presente nei cinque anni di teatroterapia, il quale dichiara che negli anni, attraverso i vari spettacoli, ha potuto parlare di parte della sua storia di vita, raccontando di quando era schizofrenico e schizoaffettivo, chiuso, pigro.

Poi, con l’aiuto dell’associazione e, soprattutto, della Fede, è riuscito ad uscire anche dalla depressione: “Ora sorrido sempre, anche se nella vita devo sempre vigilare.

Dopo tanti anni imparo facilmente le parti anche se il laboratorio a volte è difficile, tanto che il pubblico che assiste agli spettacoli, a me sconosciuto, mi dice sempre che sono un vero attore.

Sono contento, mi concentro molto, lavoriamo di gruppo e non mi faccio influenzare dalla platea, non provando ansia, paura o distrazioni e mantenendo molta calma.

Le cose dette da me le ho dette con il cuore, come un attore, e il pubblico è rimasto molto soddisfatto.

Siccome ero sicuro di me stesso, provavo già più gioia nel recitare e già immagino che ogni nuovo spettacolo andrà meglio rispetto agli anni precedenti. Evviva!

 

 

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