Print Friendly, PDF & Email

FORUM-SALUTENel settembre del 2003 un gruppo di persone impegnato nel campo della Salute Mentale scriveva il documento programmatico del Forum Salute Mentale, presentato poi a Roma il 16 ottobre 2003. In questo modo, prese vita il Forum Salute mentale: un laboratorio per il cambiamento delle istituzioni di psichiatria.
La proposta del Forum era: ridurre la dissociazione che da tempo esisteva tra enunciati e pratiche nel campo delle politiche della salute mentale.
La Legge 180 di Basaglia che impose la chiusura dei manicomi e regolamentò il Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) produsse in Italia un grande cambiamento: ha riconosciuto il diritto di cittadinanza alle persone con disturbo mentale; ha dato avvio alla costituzione di un sistema di servizi di salute mentale ormai diffusi in tutti i territori nazionali; ha mutato il destino di migliaia di uomini e donne con sofferenza; ha attuato un cambiamento dell’atteggiamento culturale verso ogni tipologia di diversità. La qualità dei servizi, tuttavia, risulta scarsa, poiché sono troppo segnati da una dissociazione tra le pratiche e i contenuti teorici.
Il Forum ha posto l’attenzione proprio sull’assetto pratico, cioè su un necessario cambiamento di tendenza. Partendo da tale presupposto, il Forum si è posto l’obiettivo di contribuire alla rivitalizzazione degli impegni degli operatori, di forze politiche, sociali, delle istituzioni, dei movimenti e della gente. Dieci anni dopo la nascita del Forum è stata istituita un’assemblea a Roma per riflettere su cosa è successo nel tempo e sull’urgenza, ancora viva, di proporre nuove prospettive.
Risulta importante evidenziare che purtroppo “Tante questioni sono altrettanto attuali oggi” come specificato dalla portavoce del Forum Giovanna Del Giudice, che continua: “La situazione è più arretrata del 2003, soprattutto a causa dell’impoverimento e dell’indebolimento dei servizi di salute mentale”. Inoltre, ha osservato: “Possiamo ancora parlare dei servizi di salute mentale o dobbiamo parlare di servizi psichiatrici? Il paradigma farmacologico-clinico governa la maggior parte dei servizi italiani”. Alla base di tale questione, potrebbe esserci la formazione degli operatori, come suggerito dallo psichiatra Luigi Benevelli, nel maggio di quest’anno, sul Forum salute mentale. Nelle facoltà di medicina, di psicologia, di infermieristica, di assistenza sociale e nelle scuole di specializzazione e di riabilitazione psichiatrica è difficile trovare corsi, seminari, ricerche legati alla storia del cambiamento, alle possibilità di cura e di emancipazione. I riferimenti vengono cercati altrove, si studiano malattie, modelli di servizi, assetti sociali e politici che non prendono in considerazione la posizione che l’Italia ha preso attraverso l’abbandono del modello manicomiale. Ovunque esiste una tendenza ad insegnare la Psichiatria e domina la freddezza del paradigma medico. Raramente nelle scuole italiane si parla di salute mentale. L’insegnamento dominante della psichiatria tende ad ignorarla, oppure la incorpora e la snatura. Di conseguenza, il Dipartimento di Salute Mentale, in alcune regioni, diventa dipartimento di psichiatria e i servizi territoriali di salute mentale, ambulatori di psichiatria. E’ importante sottolineare che non è la stessa cosa. Salute mentale è mettere in campo le persone con le loro particolari esigenze; cercare di cogliere l’insieme delle relazioni, delle tensioni, dei conflitti di una comunità; spostare l’attenzione dalla malattia all’individuo. Proprio attraverso l’attuazione di tali principi io, Domenico, storico collaboratore dell’Associazione “Percorsi” penso che possa esserci la speranza e la possibilità di guarire dalle problematiche connesse alla salute mentale.

Facebooktwitterpinterestlinkedinmail