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bluesDopo il XVIII secolo alcuni negrieri, possessori di colonie sulle coste dell’Africa,
iniziarono il trasporto di carichi di neri da vendere in America, dove la manodopera degli uomini di colore era ritenuta di minore costo e indispensabile; è la stagione della grande migrazione forzata, lo sradicamento dalla propria terra. In questo contesto storico – sociale si sviluppa all’interno delle comunità nere degli stati del Sud un substrato culturale dal quale trae origine alla fine del XIX secolo quel genere musicale che prenderà il nome di Blues. Il blues è la risposta alla povertà, alla disperazione e segregazione sociale della comunità afro-americana, costretta a crearsi da sola attività di divertimento. Gli antichi blues, dal ritmo libero e semplice con strofe brevi composte da una o due frasi, vengono chiamati generalmente hollers e sono queste melodie che rappresentano una delle due più importanti fonti dalle quali derivò il Blues. L’altra importante origine sono i canti di lavoro, con i suoi ritmi ossessivi e i versi poco rimati. come un ritornello. La struttura del Blues è composta quindi da tutti questi elementi: il modo in cui cantavano i griots nell’Africa del Sud, gli hollers, i canti di lavoro e le canzoni tradizionali delle campagne, in cui più culture si fondevano insieme. mentre il Gospel rappresenta viceversa la risposta sacra, religiosa, piena di gioia nella visione e nella luce di Dio. Il blues celebra i piaceri della carne, mentre la musica sacra celebra la libertà dello spirito dalle catene del mondo. Certamente no, però dobbiamo sottolineare che sacro e profano sono fortemente intrecciati nell’afro-americano sin dalle origini più remote delle tribù africane ma accomunate dal medesimo rispetto sociale e dalla musica come strumento per raggiungere la loro meta: l’uno il divertimento, lo sfogo di un’anima in perenne tormento, il godimento dei beni materiali ,l’altro l’elevarsi a Dio attraverso la salvezza dell’anima. Per tornare all’intreccio Blues e Gospel fra, molti musicisti sono passati dall’uno all’altro favorendo così un’incisiva contaminazione reciproca. Negli anni ‘30 i musicisti si trasferirono là dove c’era la possibilità di guadagnare, nelle città che potevano offrire possibilità di lavoro. Le grandi città, Chicago prima di tutte, divennero il centro della vita musicale del Paese. I temi affrontati dalle canzoni non raccontano solo di emarginazione, amori falliti, frustrazione, malinconia della vita rurale del Sud e cittadina del Nord , bensì anche di gioie, divertimenti, voglia di vivere in maniera spensierata, nel tentativo di allontanare quella dolce amarezza che comunque rimane presente, incisa a fuoco nel cuore del popolo afro-americano. Fra i protagonisti di questo nuovo filone cittadino abbiamo grandi artisti come B.B. King Il suo regno come Re del Blues è stato lungo quanto quello di qualsiasi monarca sulla terra. Per più di mezzo secolo, Riley B. King – meglio noto come B. B. King – ha definito il blues per un pubblico mondiale. Da quando ha cominciato a registrare negli anni ’40, ha pubblicato più di cinquanta album, molti dei quali classici. E’ nato il 16 settembre del 1925, nel Mississippi. Da giovane, suonava agli angoli delle strade per pochi soldi, e alle volte suonava in quattro città per notte. Nel 1947, si trasferì Memphis, per perseguire la sua carriera musicale. Memphis era il luogo dove gravitavano tutti i musicisti importanti del sud, e che sosteneva una larga comunità musicale dove si poteva trovare ogni stile della musica afro-americana. Dal circuito di caffè di piccole città, bettole e sale da ballo di campagna ai palazzi del rock, sale da concerto sinfonico, università, hotel da villeggiatura e anfiteatri, nazionali e internazionali, B. B. è diventato il musicista blues più rinomato degli ultimi 40 anni. Durante gli anni, B. B. King ha sviluppato uno degli stili di chitarra più identificabile al mondo. B. B. King ha mischiato blues tradizionale, jazz, swing, pop, ottenendo un suono unico. B. B. King continua a fare tour in tutto il mondo con una media di 250 concerti all’anno.

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