Print Friendly, PDF & Email

Progetto_Covid_19Contro il Covid-19…Progetto Antivirus

La “Percorsi ODV” nel corso di tutto il primo lockdown del 2020 (da marzo a maggio) ha lasciato aperta la propria sede con il servizio di segretariato sociale pur sospendendo le attività di riabilitative quotidiane in presenza, ha garantito il prosieguo del progetto ARTIS (intervento domiciliare a favore di utenti del CSM) ed ha attivato il progetto Antivirus, servizio di telepsichiatria totalmente gratuito, rivolto a tutta la cittadinanza, con particolare riferimento agli utenti e familiari gravitanti nel circuito dell’associazione.

Nello specifico è consistito in interventi telefonici di 1° e 2° livello, come da indicazione dei rapporti ISS Covid-19 n. 30 e 31 del 2020, con la peculiarità che l’equipe dedicata (composta da 1 psicologo psicoterapeuta CBT, 2 psicologhe, 1 tirocinante psicoterapeuta CBT, 3 tirocinanti psicologi) non attendeva passivamente lo squillo del telefono, ma componeva i numeri per contattare sistematicamente, secondo un calendario interno prestabilito, tutte le persone facenti parte del circuito associativo, restando a completa disposizione anche per gli esterni; settimanalmente sono state organizzate anche videochiamate di gruppo.

Il contatto telefonico dell’equipe veniva effettuato allo scopo di verificare lo stato di salute psicosociale e fisica degli utenti (ad esempio preoccupazioni per la situazione attuale, condizioni cliniche rispetto alla visita più recente ecc.) e la condizione di salute dei familiari/caregiver. Nel complesso sono stati coinvolti: 53 utenti (30 uomini e 23 donne delle province di Pescara e Chieti, fascia d’età 20-70 anni) in cura farmacologicamente c/o i CSM del territorio; 26 familiari/caregiver (2 uomini e 24 donne, fascia d’età 38-83 anni). Il numero di contatti per quanto riguarda gli utenti, sia nella Fase 1 che nella Fase 2 (dai primi di marzo ai primi di giugno 2020), sono stati in totale 1491: 1138 telefonate effettuate289 telefonate ricevute,55 videochiamate effettuate (21 di gruppo), 9 videochiamate ricevute.

Il numero di contatti per quanto riguarda i familiari/caregiver, sia nella Fase 1 che nella Fase 2, sono stati in totale 87: 56 telefonate effettuate, 27 telefonate ricevute, 4 videochiamate effettuate. Durante gli interventi di telepsichiatria sono emersi fattori di stress quali: frustrazione e noia legate all’isolamento della quarantena; inadeguatezza del regolare accesso alle cure mediche e degli approvvigionamenti; informazioni insufficienti; la paura di contrarre il Covid-19; prolungamento dello stato di quarantena (in un secondo momento). Per validare l’intervento psicosociale è stato somministrato il Coping Responses Inventory (CRI, strumento costituito da 48 item che fornisce una misura di 8 differenti strategie di coping, 4 di approccio alle situazioni stressanti e 4 di evitamento, 4 cognitive e 4 comportamentali), all’inizio del progetto (Tempo 0: fine 2019/inizio 2020) e alla sua conclusione (Tempo 1: inizio Fase 3, fine maggio/primi di giugno 2020). Per fini di ricerca il campione a cui è stato somministrato il CRI è stato diviso in due gruppi: Gruppo Sperimentale (GS), costituito da 13 utenti, 8 uomini e 5 donne, fascia d’età 21-65 anni, che hanno usufruito quotidianamente del servizio Antivirus (venivano contattati 4-5 volte a settimana); Gruppo di Controllo (GC), costituito da altri 13 utenti, 10 uomini e 3 donne, fascia d’età 20-66 anni, che non hanno usufruito quotidianamente del servizio Antivirus (per motivi vari e personali), bensì venivano contattati una volta a settimana oppure ogni 10 giorni. Il GS al T0 evidenziava in media (punti T), come principale abilità di coping, una strategia di evitamento comportamentale, la “Ricerca di Gratificazioni Alternative” (M= 54,46), corrispondente al 46% del campione; al T1 evidenziava in media, come principale abilità di coping, una strategia di approccio cognitivo, la “Rivalutazione Positiva” (M= 57,31), corrispondente al 77% del campione, manifestando quindi un Post-Traumatic Growth, Il GC al T0 evidenziava in media come principale abilità di coping, una strategia di evitamento comportamentale, lo “Sfogo Emozionale” (M= 53), corrispondente al 46% del campione; al T1 evidenziava in media, come principale abilità di coping, una strategia di evitamento cognitivo, l’ ”Accettazione o Rassegnazione” (M= 52,31), corrispondente al 54% del campione. Dal punto di vista qualitativo l’equipe ha inoltre riscontrato che, durante il periodo di lockdown, la gran parte degli utenti coinvolti ha evidenziato un notevole incremento del livello di empowerment individuale e, parallelamente, un notevole abbassamento del livello di self-stigma. La causa di questo cambiamento potrebbe consistere in una migliore identificazione con il gruppo di appartenenza, corrispondente non ai soli utenti dei CSM, bensì all’intera società, che si è ritrovata di colpo tutta sulla stessa barca.

 

Facebooktwitterpinterestlinkedinmail