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PSICOPatologie mentali colpiscono uomini e donne in età lavorativa, creando un costo economico che ruota intorno all’8% del PIL.
In discussione c’è l’efficacia di un vasto programma, lanciato in Inghilterra nel 2008, di terapia psicologica (traduzione letterale che in Italia può equipararsi a PSICOTE-RAPIA). Il risparmio dovuto a prestazioni assistenziali, tasse supplementari, supera i costi del programma. Nei paesi ricchi, il 38% di tutte le malattie è di natura psicologica, e colpisce soprattutto persone in età lavorativa, cioè circa il 50% della popolazione.
Negli ultimi 40 anni c’è stato un e-norme pro-gresso nelle terapie psi-cologiche “Evidence Based”, in particolare la Terapia Cognitivo Comporta-mentale. Per le persone con depres-sione clinica o disturbi d’ansia cronici, queste terapie hanno percentuali di recupero del 50%. Si dimezza la probabilità di recidiva, e riguardo a questa eventualità e si evidenzia un’efficacia superiore alle terapie farmacolo-giche.
Nonostante questi dati, solo una piccola mi-noranza di persone con disturbi di depressio-ne o ansia riesce ad ottenere una Terapia “Evidence Based” supportata dal Sistema Nazionale Sanitario, cioè una terapia suppor-tata dalla Cochrane Collaboration. In Gran Bretagna nel 2007, una persona su sei (intervistate nelle loro case), soddisfava i cri-teri diagnostici per la depressione o disturbi d’ansia come il disturbo ossessivo compulsi-vo, PTSD, disturbo di panico o disturbo d’ansia sociale. Di questi, l’1% ha ricevuto terapia psicologica “Evidence Based”. Oggi in Inghilterra, grazie ad una importante for-mazione di servizi chiamato “Improving Access to Psychological Therapies”, cioè mi-gliorare l’accesso alle terapie psicologiche, che ha avuto inizio nel 2008, la situazione è miglio-rata di molto. Le valutazioni sono aumentate fino al 13% della popolazione. Tuttavia, non c’è una copertura completa del paese e i tempi di attesa sono lunghi, pericolosamente lunghi dato il tipo di patologia di cui stia-mo parlando. Gli autori e molti altri stanno sostenendo che il programma deve raddop-piare entro il 2020. La questione centrale è sempre stato il costo della terapia e l’interesse del programma è il risparmio sui costi che essa genera. Come abbiamo già accennato, patolo-gie di natura psi-cologica colpisco-no principalmente persone in età lavorativa. Nella maggior parte dei paesi ricchi, circa l’1% della popola-zione in età lavo-rativa è in malatti-a dal lavoro a causa di disturbi di depressione o ansia. In Gran Bretagna, ciascuna di queste persone costa al governo di £ 650 al mese più o meno quanto il costo di un trattamento di terapia. Quindi, supponiamo che trattiamo un gruppo rappresentativo di persone con disturbi di depressione o ansia. Se, come conseguenza del trattamento, il 4% delle persone trattate lavorasse anche solo un mese in più rispetto a quelle non tratta-te, si otterrebbe già così una copertura totale del costo di trattamento. E’ il 4% una stima realistica? Un certo numero di studi rando-mizzati negli Stati Uniti e nella Gran Breta-gna hanno mostrato, in realtà, una percentuale più alta (Layard e Clark, 2014). Per questo la terapia psicologica è diventata di interesse dei Ministri delle Finanze di tutto il mondo, anche se i risparmi generati dall’utilizzo di terapia psicologica potrebbero essere di scarso interesse per quei soggetti che dell’assistenza sani-taria ne fanno un business profittevole.Estendere la terapia psicologica ha un effetto travolgente, si risponde a un problema enorme. E’ efficace. E non costerebbe nulla al sistema. Allevierebbe notevolmente una sofferenza che non è solo del singolo individuo ma anche dei suoi familiari. Per il resto ci sono gli studi a livello mondiale del prof. Whitaker, che dimostrano ampiamen-te l’effetto dannoso e (a volte) micidia-le degli psico-farmaci somministrati per più di due an-ni… Con que-sta coscienza e consapevolez-za anche in Italia, attraverso Univer-sità, Ordini professiona-li ed ENPAP dovrebbe-ro pianificare e muovere le loro politiche professionali verso il potenziamento della psicoterapia. M.G.R.

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