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EUROPRimpiangeremo le risorse che la natura ci mette a disposizione, che sono in costante e, spesso irreversibile, diminuzione. La rivista “Nature”, circa un anno fa, sottolineava che dei 10 sistemi biofisici che assicurano la vita sul Pianeta, due (il numero di specie viventi e il ciclo dell’ azoto) hanno superato il livello di guardia; tre (il cambiamento climatico,la riduzione dell’ozono nella stratosfera, l’acidificazione degli oceani) sono al limite , e gli altri cinque (fra cui l ‘ inquinamento chimico e la disponibilità di acqua dolce) vi sono vicini. Siamo ormai all ‘ Allarme Rosso. E, invece, l’Umanità se la cava.
La World Bank ha segnalato che appena trent’ anni fa la metà della popolazione viveva con meno di un dollaro al giorno, oggi solo un quarto. Le classi medie si espandono: 1,3 miliardi di persone vivono, oggi, con più di dieci dollari al giorno e quaranta anni fa il 34% dell ‘ Umanità veniva classificata come “malnutrita”, oggi solo il 17% .Siamo globalmente più sani, le pandemie sono in diminuzione. Nell’arco di otto anni la mortalità infantile è caduta del 17% e, in media, l’aspettativa di vita è cresciuta di due anni!
Siamo anche più istruiti: quattro persone su cinque sanno leggere. I giovani che vanno all ‘ Università sono aumentati dal 20 al 25% del totale. Per l ‘ O.N.U. lo sviluppo umano, calcolato ogni anno, tenendo conto della ricchezza pro capite, dell’aspettativa di vita , dell’alfabetizzazione e dell’istruzione, e in continua ascesa da 35 anni, Africa Subsahariana compresa! La rivista “Bioscence” conferma che l’ indicatore per quanto sintetico, funziona; può andare peggio ,in qualche regione, ma , a livello globale la situazione è positiva. “Bioscence” lo definisce “il paradosso degli ambientalisti”: l ‘ ecosistema del Pianeta si deteriora, ma il benessere dell’ Umanità si accresce. Neanche i disastri naturali sembrano piegarci.Dal 1975 ad oggi, il numero di persone colpite è aumentato e i contraccolpi economici di terremoti e inondazioni sono triplicati. Ma il numero di morti globalmente, è diminuito. Ma come è possibile? Gli studiosi esaminano tre possibili risposte. La prima è la disponibilità di cibo, il primo, e il più importante, mattone del benessere: i benefici della produzione di cibo al momento superano, a livello globale, i costi del declino degli altri ecosistemi. L’altra possibile risposta è che i progressi della tecnologia stiano aiutando l’umanità a sganciarsi dall’indipendenza dell’ecosistemaLa terza possibile, ma minacciosa, risposta è che ci sia uno scarto temporale fra la degradazione dell’ecosistema e il suo impatto sul benessere umano. In questo caso la previsione di “Nature” , non sarebbe sbagliata ma semplicemente non ancora realizzata.
Molti studiosi sostengono che ci stiamo lasciando le spalle i dieci anni migliori di questo secolo. Staremo a vedere…

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